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VASCHETTE DA FORNO IN ATMOSFERA PROTETTIVA

Oggi è possibile confezionare cibi pronti in atmosfera protettiva, il cliente potrà poi scaldarli sia in microonde che nel forno tradizionale fino a 220°C.

Merito di un materiale plastico il CPET che permette appunto di raggiungere temperature di 220°C senza avere cessioni nocive per l'alimento. La vaschetta viene chiusa con una termosaldatrice grazie ad un film in PET molto trasparente. Ovviamente prima di scaldare le vaschette bisogna bucarle con una forchetta.

Le vaschette in CPET sono molto interessanti proprio perchè permettono di confezionare in atmosfera protettiva garantendo la sigillatura della confezione,cosa che per esempio non fanno le vaschette in cartoncino.
Questo perchè le vaschette in cartoncino pur resistendo anch'esse in forno alle alte temperature hanno delle pieghe negli angoli che compromettono la sigillatura della vaschetta.

La barriera ai gas garantisce un'ottima shelf-life degli alimenti confezionati nelle vaschette in CPET.

Le vaschette in CPET si prestano particolarmente bene al confezionamento di piatti pronti come lasagne al forno, cannelloni, crepes, gnocchi alla romana, ecc....
Inoltre le vaschette in CPET resistono a temperature fino a -40°C.

La gamma di contenitori prevede un'ampia scelta anche di vaschette biscomparto per dare un servizio sempre maggiore ai clienti.

Per maggiori informazioni potete visitarci sul sito FLPACK,

FILM PELABILI PER VASCHETTE

Il film pelabile è un film per la termosigillatura di vaschette che si toglie dal contenitore a cui è saldato semplicemente tirandolo. In inglese questi filmvengono chiamati "easy-peel" e sono un grande vantaggio per il consumatore che non deve cercare coltelli o altri strumenti per aprire la vaschetta e consumare l'alimento.

La pelabilità al film viene data da una resina alimentare che viene spalmata o estrusa con il film  questa particolare resina ha una durata ben definita dopo di chè perde il suo effetto di pelabilità. I film pelabili hanno una durata media di 6 mesi, trascorso questo tempo il film può essere utilizzato ugualmente ma senza più l'effetto "easy-peel".
Per lo stoccaggio del film pelabile è meglio prevedere luoghi freschi e con poca luce per non perdere le caratteristiche di pelabilità.

I film pelabili sono utilizzabili su tutte le normali termosaldatrici automatiche o manuali. La confezione dovrebbe prevedere una linguetta di facile apertura che agevola il consumatore nell'apertura della vaschetta.

Il film pelabile viene spesso usato nel confezionamento in atmosfera protettiva di alimenti freschi per agevolare nell'apertura della vaschetta il consumatore con in questo modo non deve munirsi di coltelli o altri utensili.

Per maggiori informazioni: FLPACK

LE PLASTICHE SONO SOSTENIBILI?

Senza materie plastiche verrebbero consumate più energia e più gas serra. Questa è la conclusione tratta da uno studio che è stato commissionato da PlasticsEurope che cercava una risposta alla domanda: le materie plastiche sono sostenibili? 

In confronto con altri materiali in Europa, la plastica soffre ancora di una immagine piuttosto brutta per quanto riguarda gli aspetti ambientali e il consumo di risorse. A causa di uno studio che è stato commissionato dall'associazione dei produttori di materie plastiche chiamato PlasticsEurope eV, Denkstatt-GmbH ha studiato gli effetti reali dei prodotti tipici della plastica durante il loro intero ciclo di vita attraverso il suo studio dal titolo "Gli effetti della plastica su consumi energetici e emissioni di gas serra in Europa ". Lo studio si concentra sugli effetti sul consumo di energia e cambiamenti climatici. 

Il contributo positivo di materie plastiche fossili 

Per quanto riguarda gli esempi di prodotti in plastica che sono stati esaminati in dettaglio, riguardano esclusivamente materie plastiche che sono prodotte da fonti energetiche fossili, anche se il ruolo delle fonti rinnovabili sta diventando sempre più importante nel settore delle materie plastiche.Secondo PlasticsEurope, l'obiettivo dello studio è stato in primo luogo per documentare che l'uso di materie plastiche fossile fa anche un contributo positivo al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e protezione del clima. 

La prima parte dello studio aggiorna un precedente studio dagli anni 2004/2005. In questo caso, il mercato complessivo dei prodotti in plastica sostituibili viene confrontato con il mix di materiali alternativi. La seconda parte tratta degli effetti benefici della plastica per quanto riguarda il miglioramento dell'efficienza energetica e la protezione del clima, ora e in futuro e, come afferma nell'introduzione, a posto "le cose nella giusta luce". 

Durante la produzione di prodotti di plastica, le risorse energetiche che vengono utilizzati in gran parte sono da fonti non rinnovabili il cui consumo provoca il rilascio di gas serra. Tuttavia - sulla base dei risultati dello studio - anche più delle emissioni di CO2 sarebbe creato se i prodotti di plastica sono state sostituite da materiali alternativi. 



Utilizzo di materie plastiche - risparmio di risorse 

I risultati hanno mostrato che l'energia che è necessaria per la produzione, uso, valorizzazione e smaltimento di materie plastiche in Europa è attualmente ca. Gigajoule 4.300 milioni / anno, mentre le emissioni globali di gas serra è di ca. 200 milioni di tonnellate all'anno. 

Lo studio è giunto alla conclusione che i prodotti di plastica soprattutto contribuire al risparmio energetico e la riduzione dei gas ad effetto serra a tal punto che hanno sostituito i materiali tradizionali. Sia il consumo di energia così come anche la quantità di gas serra emessi aumenterebbero considerevolmente se i prodotti di plastica dovrebbe essere sostituito da altri materiali, fino ad un massimo teorico. Ad esempio, Denkstatt aveva calcolato che, se la sostituzione di materie plastiche in tutta Europa un aumento del consumo di energia di ca. 2.100 gigajoule, la quantità di gas serra emessi aumenterebbe di 110 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Denkstatt vede ancora un grande potenziale per la plastica nel futuro: quindi, nel 2020, i vantaggi di utilizzo stimate potrebbero essere nove a quindici volte superiore a quello delle emissioni derivanti dalla produzione e gestione dei rifiuti. Il risparmio energetico stimato sarebbe naturalmente variare in base alla sfera di applicazione con cui imballaggio naturalmente svolgere un ruolo più importante. 

Esempio di packaging alimentare 

Una ramificazione importante è anche la perdite evitate attraverso l'uso di prodotti di plastica, ad esempio, dei prodotti alimentari attraverso l'imballaggio protettivo. Così, imballaggi di plastica impedisce spesso i prodotti alimentari freschi da rovinare troppo veloce. Le perdite di prodotto alimentare così evitato allo stesso modo significa meno consumo di energia e di gas serra che sarebbero associati con la produzione di nuovi alimenti. Secondo lo studio, la stima ha mostrato che i benefici di CO2 delle perdite di derrate alimentari che vengono evitati sono 4-9 volte più alto nel campo di applicazione del 10 al 20 per cento del prodotto di massa che le emissioni di CO2 che si creano durante la produzione di l'imballaggio. Gli effetti benefici avrebbero un effetto molto più ampio su emissioni di gas serra rispetto alla produzione del packaging per questa sfera di applicazione. 

Se si assume che il 70 per cento di tutti gli imballaggi alimentari - quindi anche da altri materiali - previene la perdita del 20 per cento dei prodotti alimentari confezionati e che il rapporto di CO2 stesso esiste per la fabbricazione di imballaggi e la produzione di prodotti alimentari come negli esempi di cui sopra, quindi la prestazione corrispondente di CO2 per imballaggi alimentari in plastica è stimata in 190 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, si afferma ulteriormente. Impedendo la ca di cui sopra. dieci per cento di perdita dei prodotti alimentari, altri 22 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra potrebbero essere evitate, secondo le stime dello studio. 

Lo studio completo è disponibile per il download all'indirizzo www.plasticseurope.org. 
-www.plasticseurope.org



ARTICOLO TRADOTTO DAL SITO http://www.interpack.de

Esselunga studia il closed-loop


ARTICOLO TRATTO DAL SITO: POLIMERICA.IT 



Dalle vaschette per frutta e verdura rPP per nuovi contenitori alimentari. Un progetto di Esselunga e Nespak.
In virtù del Regolamento CE 282/08, oggi è possibile utilizzare, anche nel nostro Paese, materiale plastico rigenerato per produrre nuovo packaging alimentare, seppure sotto condizioni molto strette per quanto concerne il materiale di provenienza (solo grado alimentare), il controllo della filiera e del processo di riciclaggio, che deve essere approvato preventivamente dall'EFSA.
Quest'ultimo aspetto, in particolare, complica le cose sotto l'aspetto procedurale: in Italia - a quanto ci risulta - non esiste ancora un processo "approvato" per il recupero in “ciclo chiuso” di imballaggi alimentare, mentre vi sono esperienze anche significative – per l'entità degli investimenti - in Gran Bretagna e in Francia, prevalentemente nel settore delle bottiglie PET.
Una situazione che potrebbe però cambiare. In occasione del convegno "Tra polimeri tradizionali e bioplastiche, la terza via: la plastica riciclata", organizzato il 22 settembre scorso da IPPR e Federazione Gomma Plastica, Nespak ed Esselunga hanno presentato un progetto per la rigenerazione e il riutilizzo, nella stessa applicazione, di polipropilene proveniente dalle vaschette per ortofrutta. Progetto che per partire presuppone l'esistenza di aziende di selezione e riciclaggio in grado di seguire la fase più delicata del ciclo, ovvero la rigenerazione del polimero in condizioni controllate. Secondo Alberto Maso di Nespak, la selezione di queste figure sarebbe in una "fase avanzata".
Esselunga, ha spiegato nel suo intervento Vittorio Brinati, raccoglie già oggi in alcuni punti vendita le vaschette per la frutta e verdura, con un ritorno pari a circa l'8% dell'immesso al consumo; confezioni che, tra l'altro, sono prodotte da Nespak con un contenuto ridotto di polipropilene (-18%) rispetto al passato, grazie ad un completo redesign del packaging, che ha portato ad un incremento della resistenza alla compressione, a fronte di un minor peso (risultato premiato lo scorso anno con un Oscar dell'Imballaggio). Le confezioni raccolte vengono oggi avviate a riciclo per usi non alimentari, in attesa che parta il progetto di closed-loop.
Esselunga è impegnata anche in altri programmi volti alla riduzione degli sprechi, nonché al recupero e riutilizzo dei materiali: dai propri punti vendita, magazzini e sedi, la catena recupera ogni anno circa 1.800 tonnellate di plastiche che già oggi vengono avviate al riciclo e che in futuro serviranno in parte a produrre sacchi con marchio Plastica Seconda Vita. Tra questi anche robusti shopper riutilizzabili prodotti da Sipa Management con 80% di materiale riciclato, presentati proprio in occasione del convegno. Obiettivo di Esselunga è arrivare a distribuirne 3,5 milioni di pezzi l'anno.
Non solo: Esselunga ha deciso di ridurre lo spessore del film prestirato utilizzato nei bancali, da 23 a 8 micron, con un taglio del 50% del materiale utilizzato. Nei magazzini, per la movimentazione interna delle merci, usa cassette in plastica riutilizzabili, prodotte con il 25% di polimero riciclato. Nei punti vendita vengono invece impiegati divisori degli scaffali realizzati con plastiche rigenerate. Da segnalare anche il recupero di circa 250 tonnellate annue di contenitori in EPS provenienti dai fornitori di pesce, che vengono concentrati a Biandrate dove è in funzione un compattatore che riduce sensibilmente il volume prima dell'avvio agli impianti di riciclaggio.
La catena milanese prevede inoltre di immettere sul mercato 5 milioni di sacchetti per la spesa biodegradabili e compostabili (in carta e Mater-bi), ha investito nell'illuminazione a basso consumo e nel risparmio energetico, attraverso impianti di riscaldamento e raffrescamento più efficienti.
Tornando al closed-loop, Nespak è impegnata anche in un secondo progetto: in questo caso si tratta di recuperare e rigenerare contenitori alveolari per la frutta, sempre in polipropilene, destinati alla grande distribuzione. Un segmento che vale, solo in Italia, 6-7mila tonnellate annue di polimero.
Nel caso degli alveoli - ha spiegato Maso - la filiera è più corta e controllabile, poiché l'imballaggio non arriva al consumatore, ma si ferma al punto vendita, dove la frutta viene disimballata e collocata negli scaffali. La gestione dovrebbe quindi essere più semplice ed economica.

 ARTICOLO TRATTO DAL SITO: POLIMERICA.IT 

IL CONFEZIONAMENTO A CALDO

Il processo di riempimento a caldo (hot filling) può essere rappresentato come
una tecnologia di confezionamento, in quanto le caratteristiche del contenitore sono essenziali alla
riuscita dell’operazione che consiste: nell’introdurre nel contenitore, l’alimento ad una temperatura
di almeno 70-80 °C e chiuderlo ermeticamente.  Gli obiettivi che si perseguono sono: risanare il
contenitore, (grazie alla temperatura dell’alimento), estrarre l’aria (che riscaldandosi aumenta di
volume per cui, a raffreddamento avvenuto, dopo la chiusura, il contenitore risulterà in
depressione),  dare stabilità al prodotto inattivando enzimi e microrganismi. Per ottenere questo
occorre che l’alimento sia liquido o semi-solido, (perché le temperature inferiori ai
100°C possano avere un significativo effetto sterilizzante) ma occorre anche che l’imballaggio
abbia caratteristiche tali da favorire il trattamento che si vuole realizzare; in altre parole occorre un
contenitore, rigido e in grado di sopportare lo sbalzo termico necessario e le conseguenti
sollecitazioni  meccaniche ma anche  una chiusura ermetica ed affidabile. Bottiglie e vasi di vetro
(di tipo A) e le chiusure del tipo “Twist off” sono in genere destinati al riempimento a
caldo. Sono indispensabili opportune precauzioni per evitare che lo shock termico, durante il
riempimento o nel corso del raffreddamento, porti a rottura il contenitore; uno sbalzo termico di 55-
60°C, in un tempo molto breve è in genere accompagnato dalla frattura del vetro e un
preriscaldamento del contenitore può risolvere il problema. Anche le vaschette di plastica
possono essere riempiti a caldo; in questo caso si utilizzano contenitori di HDPE, PP, PET che
mostrano la migliore resistenza termica.

VASCHETTE IN POLIPROPILENE

Le vaschette in polipropilene o PP sono sicuramente le più diffuse nel confezionamento alimentare. Con questo materiale vengono prodotte soprattutto vaschette ad iniezione perché la termoformatura del polipropilene è più difficile di altri materiali

Essendo uno dei tipi di vaschetta largamente più diffuso è relativamente più economico e quindi uno dei più utilizzati sulle confezionatrici per atmosfera protettiva.

Anche i film di saldatura che vengono utilizzati sulle confezionatrici per termosaldare le vaschette in PP sono molto diffusi e si possono trovare anche in quantitativi bassi.

Le vaschette realizzate in PP sono facili da trovare e la gamma dei formati è molto ampia. La possibilità di reperire sul mercato molti formati di vaschetta permette di personalizzare il packaging anche con consumi relativamente bassi.

Il polipropilene non ha una grande barriera ai gas, viene quindi utilizzato per confezionare alimenti freschi o con durate relativamente brevi (fino a 25gg.).

Queste vaschette vengono ad esempio utilizzate nel confezionamento di pasta fresca pastorizzata, per confezionare gastronomia fresca o per termosaldare in atmosfera protettiva la salsiccia.

Le vaschette in PP non sono molto trasparenti anche se negli ultimi anni la tecnologia dello stampaggio ad iniezione è migliorata notevolmente in questo senso.

Grazie alle proprietà del polipropilene le vaschette realizzate con questo materiale resistono alla pastorizzazione (90°C) e con mescole particolari possono raggiungere anche i 120°C.

Le vaschette in polipropilene possono essere saldate su qualsiasi termosaldatrice.

Per maggiori informazioni: http://confezionatrici.altervista.org

VASCHETTE E MATERIE PRIME

E' sicuramente difficile fare una panoramica breve sui moltissimi materiali plastici oggi esistenti impiegati nel confezionamento. In generale tutti derivano dalla lavorazione del petrolio, la composizione chimica però viene cambiata per ottenere prestazioni diverse. La scelta della plastica più idonea può essere determinata da diverse esigenze:

In primo luogo bisogna considerare la necessità della TRASPARENZA o della stampa del materiale. In entrambe le direzioni sono stati fatti passi da gigante arrivando praticamente alla stessa trasparenza del vetro, e dall'altra con il miglioramento dei macchinari da stampa.

Un altra considerazione fondamentale va fatta riguardo alla durata del prodotto da confezionare. Per prodotti con breve conservazione o in cui questa non sia importante (prodotti non alimetari) si utilizzano normalmente MONOMATERIALI con costi inferiori e un'ottima resistenza nel proteggere il prodotto. Se invece la conservazione è importante i materiali ACCOPPIATI sono sicuramente più adatti. Per molti alimenti la barriera più importante è quella verso l'umidità esterna, soprattutto se devono essere consumati in breve tempo; quasi tutte le materie plastiche frenano bene il passaggio di umidità. Un pò più complicata è la scelta dei materiali che hanno la capacità di trattenere l'atmosfera modificata all'interno della confezione.

Diventa dunque importante avere una consulenza sempre pronta e preparata che possa aiutarvi ad indirizzare le vostre scelte, valutando il miglior rapporto qualità prezzo adatto al vostro confezionamento.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.lpspack.com

STAMPAGGIO DI VASCHETTE CON IML (in mould labeling)

Il limite delle vaschette rispetto alle buste è rappresentato dalla superficie disponibile per la stampa. Il film plastico delle buste è completamente stampabile con i dati del cliente, le caratteristiche e le immagini del prodotto confezionato.

Nelle vaschette invece il film è presente solo nella parte superiore della confezione. Per eliminare questo limite negli ultimi anni è stata introdotta la tecnologia dell’IML(in mould labeling). Una etichetta viene introdotta direttamente all’interno dello stampo di iniezione della vaschetta durante la produzione.
Le etichette ,caso vengono così a far parte integrante del contenitore, sono in PP quindi dello stesso materiale della vaschetta, non rappresentano quindi un problema per l’eventuale riciclaggio della confezione dopo l’utilizzo.

La confezione realizzata attraverso queste vaschette diventa un eccezionale veicolo per la promozione dell’alimento confezionato.

Per maggiori informazioni: http://www.lpspack.com/

VASCHETTE E MATERIALI PLASTICI

E' sicuramente difficile fare una panoramica breve sui moltissimi materiali plastici oggi esistenti. In generale tutti derivano dalla lavorazione del petrolio, la composizione chimica però viene cambiata per ottenere prestazioni diverse. La scelta della plastica più idonea può essere determinata da diverse esigenze:

In primo luogo bisogna considerare la necessità della TRASPARENZA o della stampa del materiale. In entrambe le direzioni sono stati fatti passi da gigante arrivando praticamente alla stessa trasparenza del vetro, e dall'altra con il miglioramento dei macchinari da stampa.
Un altra considerazione fondamentale va fatta riguardo alla durata del prodotto da confezionare. Per prodotti con breve conservazione o in cui questa non sia importante (prodotti non alimetari) si utilizzano normalmente MONOMATERIALI con costi inferiori e un'ottima resistenza nel proteggere il prodotto. Se invece la conservazione è importante i materiali ACCOPPIATI sono sicuramente più adatti. Per molti alimenti la barriera più importante è quella verso l'umidità esterna, soprattutto se devono essere consumati in breve tempo; quasi tutte le materie plastiche frenano bene il passaggio di umidità. Un pò più complicata è la scelta dei materiali che hanno la capacità di trattenere l'atmosfera modificata all'interno della confezione.

Diventa dunque importante avere una consulenza sempre pronta e preparata che possa aiutarvi ad indirizzare le vostre scelte, valutando il miglior rapporto qualità prezzo adatto al vostro confezionamento.
per maggiori informazioni: http://www.lpspack.com

IL CONFEZIONAMENTO

Il confezionamento dei prodotti alimentari diventa sempre di più un’esigenza. La grande distribuzione richiede prodotti confezionati, il packaging deve essere particolare ed accattivante per essere individuato sullo scaffale. I consumatori vogliono confezioni sempre più ergonomiche e piccole per esigenze di praticità.

Ma il confezionamento non è solo un’esigenza di marketing per rendere più attraente il prodotto con packaging originali è anche, soprattutto un sistema per allungarne la shelf life ( vita del prodotto prima del consumo).
Diventa quindi sempre più importante l’impiego di sistemi di confezionamento adatti a modificare l’atmosfera all’interno delle confezioni. Creando un ambiente ostile alla proliferazione batterica.
Poco importa che il packaging sia una busta o una vaschetta, l’atmosfera modificata è stata una vera e propria rivoluzione nella conservazione degli alimenti.
Confezionare il proprio prodotto in una vaschetta permette di proteggerlo soprattutto dai rischi meccanici derivanti dalle manipolazioni e dai colpi durante il trasporto. Anche se l’investimento è maggiore la vaschetta è un packaging molto resistente e protettivo.
Le buste hanno il vantaggio di essere una confezione più economica anche se non sono in grado di offrire la stessa protezione delle vaschette. Dal punto di vista estetico i sistemi di confezionamento più evoluti sono in grado di realizzare un packaging molto bello anche con le buste, come quelle a fondo quadro o stabilo-bag.

In questo sito cerchiamo di raccogliere tutte le informazioni riguardante gli aspetti più diversi delle macchine confezionatrici e dei materiali per il confezionamento, sia in atmosfera protettiva che non.
Per maggiori informazioni: http://www.lpspack.com/

MATERIALI PLASTICI

E' sicuramente difficile fare una panoramica breve sui moltissimi materiali plastici oggi esistenti. In generale tutti derivano dalla lavorazione del petrolio, la composizione chimica però viene cambiata per ottenere prestazioni diverse. La scelta della plastica più idonea può essere determinata da diverse esigenze:
In primo luogo bisogna considerare la necessità della TRASPARENZA o della stampa del materiale. In entrambe le direzioni sono stati fatti passi da gigante arrivando praticamente alla stessa trasparenza del vetro, e dall'altra con il miglioramento dei macchinari da stampa.
Un altra considerazione fondamentale va fatta riguardo alla durata del prodotto da confezionare. Per prodotti con breve conservazione o in cui questa non sia importante (prodotti non alimetari) si utilizzano normalmente MONOMATERIALI con costi inferiori e un'ottima resistenza nel proteggere il prodotto. Se invece la conservazione è importante i materiali ACCOPPIATI sono sicuramente più adatti. Per molti alimenti la barriera più importante è quella verso l'umidità esterna, soprattutto se devono essere consumati in breve tempo; quasi tutte le materie plastiche frenano bene il passaggio di umidità. Un pò più complicata è la scelta dei materiali che hanno la capacità di trattenere l'atmosfera modificata all'interno della confezione.
Diventa dunque importante avere una consulenza sempre pronta e preparata che possa aiutarvi ad indirizzare le vostre scelte, valutando il miglior rapporto qualità prezzo adatto al vostro confezionamento.

per maggiori informazioni: http://www.lpspack.com