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VASCHETTE PER FORMAGGI

Anche nel confezionamento dei formaggi si utilizza l'atmosfera modificata per aumentarne la conservazione.

Per i formaggi freschi le vaschette possono essere in monomateriale poliestere termoformato o polipropilene ad iniezione poichè questi formaggi non hanno bisogno di lunghe conservazioni.

I formaggi a pasta lunga che invece richiedono conservazioni più lunghe le vaschette devono essere in materiali accoppiati con EVOH che permettono di ottenere una maggiore tenuta ai gas dell'atmosfera modificata.

Per i formaggi freschi e a pasta molle, la vaschetta rappresenta il confezionamento più adatto  perchè protegge molto di più il prodotto. In questo caso con l'inserimento dell'atmosfera protettiva si possono raggiungere delle conservazioni intorno ai 10\12 gg (es. tomini con latte pastorizzato).

Soprattutto per confezioni molto pesanti, come ad esempio nel confezionamento della mozzarella con il liquido di governo in cui si raggiungono anche i 5kg sono necessarie vaschette in polipropilene ad iniezione in grado di reggere il peso.

Negli ultimi anni si sta diffondendo soprattutto nel confezionamento dei formaggi la tecnologia dell'IML (in mould labeling) che permette di dare un'alta personalizzazione alla vaschetta migliorando molto l'aspetto estetico della confezione.

VASCHETTE A CUORE

Ottima idea quella di questa azienda spagnola di vendere le fragole per San Valentino in una vaschetta a forma di cuore.

La vaschetta termoformata in poliestere (APET) è molto trasparente e garantisce un'ottima presentazione delle fragole al suo interno. Il coperchio è stato termoformato in modo da permettere la perfetta areazione del prodotto all'interno.

Un bell'esempio di packaging per valorizzare il prodotto. L'etichetta in questo caso completa l'opera di abbellimento riportando un fiocco da confeziona regalo.

In questo caso la vaschetta con il relativo coperchio ha una forma molto particolare a forma di cuore appunto che esce dai soliti schemi delle vaschette rettangolari o rotonde.

In questo caso il confezionamento avviene necessariamente in modo manuale perchè le fragole devono essere disposte bene all'interno delle vaschette e il coperchio agganciato anch'esso manualmente.

Queste tipologie di vaschette possono essere utilizzate per molti tipi di frutti e ortaggi visto che proteggono molto bene il prodotto al loro interno dalle sollecitazioni meccaniche del trasporto.

A per la cronaca le fragole erano anche molto buone.

VASCHETTE PER LA QUARTA GAMMA

I prodotti di quarta gamma sono tutti quei prodotti ortofrutticoli confezionati pronti per il consumo. Sono frutta e verdure fresche, lavate, asciugate, tagliate, confezionate in vaschette o in sacchetti di plastica e quindi pronte per essere messe in tavola. Proprio per queste caratteristiche il confezionamento in vaschette è molto adatto, in molti casi le vaschette vengono previste con appositi alloggiamenti per l'inserimento di forchette. In questo modo il consumatore ha tutta la comodità di mangiare ad esempio una macedonia senza cercare le posate.

Queste vaschette offrono la possibilità di essere termosaldate con appositi film plastici neutri o stampati e con l'inserimento dell'atmosfera protettiva, in questo modo si allunga la conservazione del prodotto.
Le vaschette inoltre proteggono meccanicamente molto bene i prodotti al loro interno rispetto alle buste evitando spiacevoli rotture o schiacciamenti soprattutto nel trasporto.


I prodotti di quarta gamma sono sempre più richiesti, sia per l'aumento dei single, sia per la crescita del pasto da consumare fuori casa.

Lo stesso concetto si può però applicare anche a prodotti come l'insalata russa e altri piatti pronti. Una vaschetta che preveda uno scomparto per l'inserimento di una o più posate è una grande comodità e sicuramente di impatto sulla clientela.

Per maggiori informazioni sulle vaschette per la quarta gamma potete anche visitare questo sito https://flpack.weebly.com/vaschette.html

VASCHETTE DA FORNO IN ATMOSFERA PROTETTIVA

Oggi è possibile confezionare cibi pronti in atmosfera protettiva, il cliente potrà poi scaldarli sia in microonde che nel forno tradizionale fino a 220°C.

Merito di un materiale plastico il CPET che permette appunto di raggiungere temperature di 220°C senza avere cessioni nocive per l'alimento. La vaschetta viene chiusa con una termosaldatrice grazie ad un film in PET molto trasparente. Ovviamente prima di scaldare le vaschette bisogna bucarle con una forchetta.

Le vaschette in CPET sono molto interessanti proprio perchè permettono di confezionare in atmosfera protettiva garantendo la sigillatura della confezione,cosa che per esempio non fanno le vaschette in cartoncino.
Questo perchè le vaschette in cartoncino pur resistendo anch'esse in forno alle alte temperature hanno delle pieghe negli angoli che compromettono la sigillatura della vaschetta.

La barriera ai gas garantisce un'ottima shelf-life degli alimenti confezionati nelle vaschette in CPET.

Le vaschette in CPET si prestano particolarmente bene al confezionamento di piatti pronti come lasagne al forno, cannelloni, crepes, gnocchi alla romana, ecc....
Inoltre le vaschette in CPET resistono a temperature fino a -40°C.

La gamma di contenitori prevede un'ampia scelta anche di vaschette biscomparto per dare un servizio sempre maggiore ai clienti.

Per maggiori informazioni potete visitarci sul sito FLPACK,

FILM PELABILI PER VASCHETTE

Il film pelabile è un film per la termosigillatura di vaschette che si toglie dal contenitore a cui è saldato semplicemente tirandolo. In inglese questi filmvengono chiamati "easy-peel" e sono un grande vantaggio per il consumatore che non deve cercare coltelli o altri strumenti per aprire la vaschetta e consumare l'alimento.

La pelabilità al film viene data da una resina alimentare che viene spalmata o estrusa con il film  questa particolare resina ha una durata ben definita dopo di chè perde il suo effetto di pelabilità. I film pelabili hanno una durata media di 6 mesi, trascorso questo tempo il film può essere utilizzato ugualmente ma senza più l'effetto "easy-peel".
Per lo stoccaggio del film pelabile è meglio prevedere luoghi freschi e con poca luce per non perdere le caratteristiche di pelabilità.

I film pelabili sono utilizzabili su tutte le normali termosaldatrici automatiche o manuali. La confezione dovrebbe prevedere una linguetta di facile apertura che agevola il consumatore nell'apertura della vaschetta.

Il film pelabile viene spesso usato nel confezionamento in atmosfera protettiva di alimenti freschi per agevolare nell'apertura della vaschetta il consumatore con in questo modo non deve munirsi di coltelli o altri utensili.

Per maggiori informazioni: FLPACK

VASCHETTE AD INIEZIONE

"Lo stampaggio ad iniezione è un processo di produzione industriale del tipo fusione, in cui materiale liquido (materiale plastico) viene immesso in una forma permanente detta stampo, aiutato da una forza di "iniezione". Generalmente, l'iniezione avviene a pressioni elevate ed a temperature che consentono lo scorrimento del materiale "plastificato" in apposita sezione della pressa stessa. Gli appositi stampi vengono tenuti chiusi idraulicamente o meccanicamente in macchine dette presse per lo stampaggio. Le pressioni sono dell'ordine di qualche centinaio di bar" tratto da wikipedia

Le vaschette stampate ad iniezione sono molto più rigide e robuste e hanno la possibilità di incorporare un'etichetta (INJECTION MOULDING LABELLING O IML).

ATMOSFERA MODIFICATA

L'atmosfera protettiva o modificata è un nuovo processo di conservazione degli alimenti con metodi completamente naturali. Si tratta infatti di sostituire, con l'ausilio di macchine confezionatrici adatte, l'ossigeno della vaschetta, che facilita la proliferazione dei microbi danneggiando l'alimento, con gas presenti nell'aria che respiriamo (azoto e anidride carbonica) miscelati però in percentuali diverse.

In questo modo si interrompe la proliferazione dei microrganismi aumentando di molto la durata di vita del prodotto (shelf-life).

La particolarità di questo sistema è di non entrare come un ingrediente nella preparazione dell'alimento, ma di volatilizzarsi quando la vaschetta viene aperta, con evidenti vantaggi sia per il consumatore (non altera le caratteristiche organolettiche) ma anche per il produttore (è più facile da utilizzare).

L'atmosfera protettiva ( o atmosfera modificata) sta incontrando un notevole successo in settori molto diversi (dai formaggi, alle carni, ai piatti pronti ecc...) e sta dimostrando di poter ottenere risultati di conservazione sempre crescenti. Questo grazie anche al miglioramento tecnologico sia delle macchine confezionatrici che dei materiali di confezionamento realizzati per questo impiego.


Per la scelta della tipologia di vaschetta dipende dalla durata di conservazione che si vuole ottenere. Per prodotti freschi o con conservazioni inferiori ai 12 gg. possono essere utilizzate vaschette in polipropilene ad iniezione oppure vaschette in poliestere termoformato, mentre per conservazioni più elevate bisogna optare per vaschette in materiali accoppiati e barrierati.



E' importante ricordare che l'atmosfera protettiva NON uccide i microrganismi già presenti nell'alimento. Fondamentale quindi per la massimizzazione dei risultati deve essere l'igiene di tutta la linea produttiva. Rispettando alcuni piccoli accorgimenti questo metodo di confezionamento ha sicuramente la possibilità di dare nuove garanzie ai consumatori e di rappresentare un punto qualificante per le imprese che sapranno sfruttarla.


Per maggiori informazioni su confezionatrici o materiali di confezionamento: http://www.lpspack.com/

IL CONFEZIONAMENTO DELLA PASTA FRESCA IN VASCHETTE

Il confezionamento della pasta fresca avviene ormai quotidianamente in vaschette sigillate con atmosfera protettiva in sostituzione delle vecchie scatole di cartone.



E' importante dire che per avere dei risultati nella conservazione della pasta fresca ripiena (agnolotti, plin, ravioli) bisogna pastorizzare e asciugare bene il prodotto prima del confezionamento. Infatti le vaschette essendo sigillate per trattenere l'atmosfera protettiva non permettono all'umidità della pasta di uscire nell'ambiente esterno. Al contrario di quello che succedeva prima con le scatole di cartone  l'umidità, non potendo uscire, contribuisce notevolmente ad aumentare la carica batterica dell'alimento.

Con una corretta pastorizzazione della pasta e l'uso corretto delle miscele di gas e delle confezionatrici, oggi si riesce a conservare la pasta fresca per un periodo intorno ai 20\30 giorni.

Bisogna sottolineare che il sistema per ottenere l'atmosfera modificata all'interno della confezione non è indifferente. Poichè la pasta fresca ripiena è un prodotto poroso si possono ottenere buoni risultati di conservazione con il sistema del vuoto\gas mentre con il sistema gas flushing la shelf life sarà limitata.

Sono quindi da preferire per una migliore conservazione della pasta fresca le confezionatrici con campana del vuoto quindi quasi tutte le termosaldatrici per vaschette o termoformatrici. Mentre le imbustatrici verticali e le flowpack pur essendo molto veloci non sono particolarmente adatte al confezionamento della pasta fresca ripiena.

Oggi il confezionamento della pasta fresca è diventato più facile anche per le piccole aziende grazie a modelli di pastorizzatori e macchine confezionatrici di piccole dimensioni.

Per maggiori informazioni: www.lpspack.com

NUOVA EDIZIONE DEL CIBUS TEC

La nuova edizione del Cibus Tec si terrà a Parma dal 27al 30 ottobre 2009.  Anche quest'anno l'esposizione raccoglierà le novità riguardanti sia le macchine confezionatrici che i materiali di confezionamento.


La fiera di Parma da ampio spazio al confezionamento per l'industria alimentare in tutti i suoi settori: dal confezionamento dei formaggi e del latte al confezionamento di salumi e affettati o della pasta.

Esselunga studia il closed-loop


ARTICOLO TRATTO DAL SITO: POLIMERICA.IT 



Dalle vaschette per frutta e verdura rPP per nuovi contenitori alimentari. Un progetto di Esselunga e Nespak.
In virtù del Regolamento CE 282/08, oggi è possibile utilizzare, anche nel nostro Paese, materiale plastico rigenerato per produrre nuovo packaging alimentare, seppure sotto condizioni molto strette per quanto concerne il materiale di provenienza (solo grado alimentare), il controllo della filiera e del processo di riciclaggio, che deve essere approvato preventivamente dall'EFSA.
Quest'ultimo aspetto, in particolare, complica le cose sotto l'aspetto procedurale: in Italia - a quanto ci risulta - non esiste ancora un processo "approvato" per il recupero in “ciclo chiuso” di imballaggi alimentare, mentre vi sono esperienze anche significative – per l'entità degli investimenti - in Gran Bretagna e in Francia, prevalentemente nel settore delle bottiglie PET.
Una situazione che potrebbe però cambiare. In occasione del convegno "Tra polimeri tradizionali e bioplastiche, la terza via: la plastica riciclata", organizzato il 22 settembre scorso da IPPR e Federazione Gomma Plastica, Nespak ed Esselunga hanno presentato un progetto per la rigenerazione e il riutilizzo, nella stessa applicazione, di polipropilene proveniente dalle vaschette per ortofrutta. Progetto che per partire presuppone l'esistenza di aziende di selezione e riciclaggio in grado di seguire la fase più delicata del ciclo, ovvero la rigenerazione del polimero in condizioni controllate. Secondo Alberto Maso di Nespak, la selezione di queste figure sarebbe in una "fase avanzata".
Esselunga, ha spiegato nel suo intervento Vittorio Brinati, raccoglie già oggi in alcuni punti vendita le vaschette per la frutta e verdura, con un ritorno pari a circa l'8% dell'immesso al consumo; confezioni che, tra l'altro, sono prodotte da Nespak con un contenuto ridotto di polipropilene (-18%) rispetto al passato, grazie ad un completo redesign del packaging, che ha portato ad un incremento della resistenza alla compressione, a fronte di un minor peso (risultato premiato lo scorso anno con un Oscar dell'Imballaggio). Le confezioni raccolte vengono oggi avviate a riciclo per usi non alimentari, in attesa che parta il progetto di closed-loop.
Esselunga è impegnata anche in altri programmi volti alla riduzione degli sprechi, nonché al recupero e riutilizzo dei materiali: dai propri punti vendita, magazzini e sedi, la catena recupera ogni anno circa 1.800 tonnellate di plastiche che già oggi vengono avviate al riciclo e che in futuro serviranno in parte a produrre sacchi con marchio Plastica Seconda Vita. Tra questi anche robusti shopper riutilizzabili prodotti da Sipa Management con 80% di materiale riciclato, presentati proprio in occasione del convegno. Obiettivo di Esselunga è arrivare a distribuirne 3,5 milioni di pezzi l'anno.
Non solo: Esselunga ha deciso di ridurre lo spessore del film prestirato utilizzato nei bancali, da 23 a 8 micron, con un taglio del 50% del materiale utilizzato. Nei magazzini, per la movimentazione interna delle merci, usa cassette in plastica riutilizzabili, prodotte con il 25% di polimero riciclato. Nei punti vendita vengono invece impiegati divisori degli scaffali realizzati con plastiche rigenerate. Da segnalare anche il recupero di circa 250 tonnellate annue di contenitori in EPS provenienti dai fornitori di pesce, che vengono concentrati a Biandrate dove è in funzione un compattatore che riduce sensibilmente il volume prima dell'avvio agli impianti di riciclaggio.
La catena milanese prevede inoltre di immettere sul mercato 5 milioni di sacchetti per la spesa biodegradabili e compostabili (in carta e Mater-bi), ha investito nell'illuminazione a basso consumo e nel risparmio energetico, attraverso impianti di riscaldamento e raffrescamento più efficienti.
Tornando al closed-loop, Nespak è impegnata anche in un secondo progetto: in questo caso si tratta di recuperare e rigenerare contenitori alveolari per la frutta, sempre in polipropilene, destinati alla grande distribuzione. Un segmento che vale, solo in Italia, 6-7mila tonnellate annue di polimero.
Nel caso degli alveoli - ha spiegato Maso - la filiera è più corta e controllabile, poiché l'imballaggio non arriva al consumatore, ma si ferma al punto vendita, dove la frutta viene disimballata e collocata negli scaffali. La gestione dovrebbe quindi essere più semplice ed economica.

 ARTICOLO TRATTO DAL SITO: POLIMERICA.IT 

IL CONFEZIONAMENTO A CALDO

Il processo di riempimento a caldo (hot filling) può essere rappresentato come
una tecnologia di confezionamento, in quanto le caratteristiche del contenitore sono essenziali alla
riuscita dell’operazione che consiste: nell’introdurre nel contenitore, l’alimento ad una temperatura
di almeno 70-80 °C e chiuderlo ermeticamente.  Gli obiettivi che si perseguono sono: risanare il
contenitore, (grazie alla temperatura dell’alimento), estrarre l’aria (che riscaldandosi aumenta di
volume per cui, a raffreddamento avvenuto, dopo la chiusura, il contenitore risulterà in
depressione),  dare stabilità al prodotto inattivando enzimi e microrganismi. Per ottenere questo
occorre che l’alimento sia liquido o semi-solido, (perché le temperature inferiori ai
100°C possano avere un significativo effetto sterilizzante) ma occorre anche che l’imballaggio
abbia caratteristiche tali da favorire il trattamento che si vuole realizzare; in altre parole occorre un
contenitore, rigido e in grado di sopportare lo sbalzo termico necessario e le conseguenti
sollecitazioni  meccaniche ma anche  una chiusura ermetica ed affidabile. Bottiglie e vasi di vetro
(di tipo A) e le chiusure del tipo “Twist off” sono in genere destinati al riempimento a
caldo. Sono indispensabili opportune precauzioni per evitare che lo shock termico, durante il
riempimento o nel corso del raffreddamento, porti a rottura il contenitore; uno sbalzo termico di 55-
60°C, in un tempo molto breve è in genere accompagnato dalla frattura del vetro e un
preriscaldamento del contenitore può risolvere il problema. Anche le vaschette di plastica
possono essere riempiti a caldo; in questo caso si utilizzano contenitori di HDPE, PP, PET che
mostrano la migliore resistenza termica.

NORMATIVA SULLE DATE DI SCADENZA DEGLI ALIMENTI CONFEZIONATI

Riporto un interessante articolo di Roberto La Pira uscito sulla versione on-line de "Il Sole 24 Ore" per chi volesse leggere l'originale riporto la pagina dell'autore http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/2009/09/quando-i-prodotti-alimentari-hanno-una-scadenza-variabile-.html:





TROPPO VARIABILE E POCO CONTROLLATA LA SCADENZA DEI PRODOTTI ALIMENTARI


  

Tramezzini
Un gruppo di studio della Commissione Europea ha realizzato un documento sui criteri microbiologici per definire la scadenza dei cibi pronti come affettati, dessert, insalate e macedonie fresche, formaggi non stagionati, tramezzini e merendine refrigerate che i tecnici chiamano  alimenti pronti per il consumo (RTE). Nella lista troviamo anche le insalate pronte, i piatti cotti refrigerati confezionati, i frullati di frutta fresca e altri come il carpaccio, il sushi, il salmone affumicato.Milk1 La questione è importante perché le regole europee sulla durata dei prodotti risalgono a 31 anni fa, e la situazione  oggi è un po’ cambiata. Adesso la scadenza viene decisa dal produttore in base a cinque parametri: qualità della materia prima, ingredienti, metodo di lavorazione, packaging e modalità di conservazione, mentre per: latte fresco, le uova e il prosciutto cotto affettato di alta qualità l’intervallo è stabilito dal legislatore .






PRODOTTI CON  SCADENZA FISSATA PER LEGGE
Latte fresco pastorizzato
6 giorni
Latte fresco crudo
3 giorni
Uova fresche
28 giorni
Prosciutto cotto a fette di “alta qualità”
30 giorni
Questa libertà di scelta crea qualche differenza tra gli alimenti apparentemente uguali. Ravioli2_1233773544Per esempio la  vaschetta di “ravioli di ricotta freschi” può scadere dopo due mesi, se  il confezionamento viene fatto in un’area sterile dell’azienda che ripropone condizioni simili a quella di una  sala operatoria, se l’aria dello stabilimento viene filtrata per evitare contaminazioni e se la temperatura di conservazione lungo la filiera oscilla tra 5 e 6° C.

La scadenza  è infatti  il risultato di un equilibrio molto articolato, per cui se si aumenta la temperatura di conservazione dei ravioli di 3-4°C durante la commercializzazione la durata si ridurre di un mese.
Un altro esempio riguarda la carne fresca confezionata sottovuoto importata dall’Argentina che, grazie ad un metodo di lavorazione molto accurato basato su basse temperature e particolari accorgimenti igienici, si conserva tre mesi. ProsciuttocrudoLe buste di insalata pronta si mantengono una settimana, ma il lavaggio deve essere fatto con cura, la temperatura durante la lavorazione deve varare tra 10 e 12°C , mentre lungo la filiera il sacchetto va tenuto ad una temperatura prossima a + 4° C.  I consumatori non conoscono questi particolari e spesso si chiedono se l’intervallo è corretto.
La realtà è però molto variegata per cui ci sono aziende che utilizzano tecnologie innovative per prolungare la durata, e altre che per evitare l’onere finanziario di ritirare i prodotti scaduti dagli scaffali e di smaltirli, possono indicare una conservabilità maggiore.
ARRIVANO NUOVE NORME
L’Unione Europea ha elaborato nuove linee guida molto dettagliate per valutare la scadenza per gli alimenti pronti per il consumo (RTE), prendendo come riferimento la Listeria monocytogenes, un microrganismo in grado di riprodursi in frigorifero e di provocare serie patologie all’uomo.
Batteri Adesso  le imprese alimentari devono condurre studi molto accurati sulla scadenza degli alimenti per verificare la presenza di Listeria e fissare un intervallo preciso sulla base dei risultati ottenuti. La questione è delicata, perché le imprese quando fanno le prove tendono a non considerare che durante la commercializzazione e anche quando il prodotto rimane nel frigorifero  di casa la catena del freddo si interrompe spesso.
 Il punto critico riguarda proprio queste interruzioni che  oggi è possibile monitorare con diversi sistemi: imballaggi intelligenti, indicatori tempo-temperatura e strumenti di termoregistrazione anche satellitari. L’Unione Europea ha raccolto informazioni presso gli Stati membri e alcuni paesi come la Gran Bretagna e la Grecia hanno fornito dati e studi per dimostrare l’efficienza del sistema distributivo. Altri come l’Italia non hanno  presentato una documentazione adeguata perché i controlli non vengono fatti in modo sistematico, e mancano informazioni sulle temperature del prodotto nel tragitto dall’azienda al frigorifero del consumatore. Bruxelles sostiene che l’Italia non è in grado di garantire una catena del freddo adeguata, quindi ritiene che la durata teorica stabilita in laboratorio dalle aziende debba essere ridotta d’ufficio di un terzo.
Le conseguenze potrebbero essere che prodotti come yogurt, mozzarelle, ricotte, affettati, insalate …… dovrebbero ridurre di un terzo la durata di comemstibilità . In Italia le poche ricerche realizzate sulla temperatura delle filiere risalgono a qualche anno fa, ed erano firmate da Marco Riva del Distam di Milano. Il-frigorifero-della
Gli studi focalizzavano l’attenzione sulle temperature elevate nei frigoriferi dei punti vendita. La situazione più critica riguardava i frigoriferi domestici che, non avendo termometri in dotazione, spesso sono tarati a 7/8 °C all’insaputa del consumatore. Il  discorso della Listeria non si applica ai  i pochi  alimenti freschi che per ragioni fisiche o chimiche non permettono al batterio di crescere. In questi casi la scadenza è fissata valutando  soprattutto le modifiche organolettiche e sensoriali




PRODOTTI CHE PER LEGGE NON DEVONO AVERE SCADENZA




Aceto




Vino




Superalcolici e liquori col almeno il 10% di alcol




Sale




Zucchero e caramelle composte solo da zuccheri




Gomme da masticare




Gelati  confezionati monodose venduti al bar





PRODOTTI CON SCADENZA VARIABILE  IN FUNZIONE  DELL’IMBALLAGGIO

Confezione standard (giorni di scadenza ) 
Confezione in  atmosfera modificata  (giorni di scadenza)
Pesce fresco (*)
2-4
6-7
Pasta fresca
5-6
30
Hamburger crudo
1-2
10-15
Frutta fresca sbucciata
1-2
5-7
Prosciutto cotto
2-3
20-25
Prosciutto crudo
2-4
30-40
Coppa e pancetta
2-4
40-45
(*) ci possono essere variazioni considerevoli in relazione alla
specie e al metodo di cattura


PRODOTTI CHE POSSONO PROLUNGARE  LA SCADENZA MODIFICANDO LA TEMPERATURA  DI CONSERVAZIONE


Insalata pronta confezionata
2-3 giorni a 12°C
sino a 10 giorni a +4°C
Burro 125/250 g
70 giorni a +10°C
100 giorni a +4°C
Pesce fresco (*)
2-4 giorni a 4°C
5-6 giorni a 0°/ +2°C
(*) ci possono essere variazioni considerevoli in relazione alla specie e
al metodo di cattura
Fonte : http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/2009/09/quando-i-prodotti-alimentari-hanno-una-scadenza-variabile-.html

NUOVI TIPI DI CONFEZIONAMENTO IN VASCHETTA

Grazie a nuovi sistemi di confezionamento si può aumentare notevolmente l'impatto che una confezione ha sul pubblico dei consumatori.

Le tecnologie sviluppate nella produzione delle nuove confezionatrici permettono di avere un bel packaging anche grazie a confezionatrici automatiche in linea.

Tra questi sviluppi possiamo annoverare: lo Skinpack e Tray on Tray.

Lo Skinpack è un sistema che permette di far aderire il film di saldatura superiore alla vaschetta non solo sul bordo ma anche negli spazi lasciati liberi dal prodotto. Molto utilizzato nel confezionamento di pesce surgelato oggi viene sperimentato anche in altri settori come nella carne.

Lo Skinpack permette di mettere molto in evidenza il prodotto confezionato. Il prodotto viene confezionato sottovuoto.

Il Tray on Tray invece consiste nel sostituire il film di saldatura con un coperchio di plastica rigida che conferisce un aspetto completamente nuovo alla confezione. In pratica è una vaschetta saldata su un'altra vaschetta.

Con il Tray on Tray il confezionamento può avvenire con atmosfera protettiva.

INNOVAZIONE DEL PACKAGING

Dopo gli anni del pionierismo il packaging sta vivendo anche in Italia un forte periodo innovativo.

Le novità e i vantaggi sono distribuiti sui vari attori del processo di confezionamento e consumo:

Vantaggi per i produttori come per il nuovo sistema per termosaldare dei coperchi direttamente sulle vaschette in atmosfera protettiva dando la possibilità di impilare un maggior numero di contenitori e di proteggere maggiormente i prodotti. Sistema implementato sulle termosaldatrici in linea.

Nuovi materiali che aumentano i vantaggi per i consumatori come le vaschette da forno e film che resistono a temperature di 220°C; molto diffusi in paesi come Francia e Inghilterra permettono la produzione di piatti pronti solo da scaldare per il consumatore che può scegliere sia il forno a microonde che quello tradizionale.In Italia devono ancora essere scoperti dal grande mercato.

Oppure vantaggi per l'ambiente come il PLA (bioplastica derivata dal mais) che permette di produrre vaschette e film completamente compostabili. Ancora poco diffuso in Italia potrà dare nei prossimi anni grandi vantaggi per la soluzione del problema dei rifiuti. Queste tipologie di film possono essere anche utilizzate su confezionatrici flowpack.

Oppure ancora nuove macchine confezionatrici che permettono la creazione di confezioni molto personalizzate e di alto valore estetico anche partendo da una confezione semplice come una busta.

Momenti di crisi come questi richiedono un impegno sempre maggiore nell'innovazione e nella ricerca di nuove soluzioni che esistono già ma spesso sono difficili da conoscere, per avere maggiori informazioni sulle novità menzionate potete visitare il sito: http://confezionatrici.altervista.org, oppure scrivere a lpspack@vds.it.